bollette

Sarà sicuramente capitato a tutti di leggere la bolletta della luce e trovare delle voci che non sono immediatamente chiare. Tra queste c’è la dicitura spesa oneri di sistema. Di cosa si tratta, perché paghiamo tale somma e, soprattutto, come viene calcolata?

Si deve andare ad analizzare la situazione, al fine di rendere più chiara le lettura della bolletta della luce.

In cosa consiste la spesa oneri di sistema

 La prima cosa da chiedersi, quindi, è in che cosa consiste la spesa in questione. Quando si legge la dicitura spesa oneri di sistema sulla propria bolletta significa che si sta pagando una determinata somma imposta.

Nello specifico, questo è un costo che viene stabilito dall’Autorità Energia Elettrica e Gas e che, pertanto, non cambia in base a quello che è il fornitore prescelto con il libero mercato.

In realtà, la somma finale che indica la spesa per oneri di sistema è formata sia da una quota fissa che da una variabile che, però, più che il gestore guarda quelli che sono i consumi effettivi di ogni singolo utente.

Una recente riforma ha eliminato quello che era il principio di progressività, dato che poteva essere un problema per le famiglie numerose, e ha comportato un aumento di quelle che sono le quote fisse tanto degli oneri di sistema quanto di tutte le altre voci che concernono il contatore, il trasporto dell’energia e così via. Il risultato? Bollette più alte per i non residenti.

Perché si pagano gli oneri di sistema

 Ma perché siamo tenuti a pagare questa somma? Anche questa è una domanda che molti si pongono, poiché si devono andare a coprire delle spese che concernono le attività del sistema elettrico e di quello del gas.

Per questo motivo, tutti gli utenti domestici sono chiamati a pagare suddetto costo. Ecco, quindi, che risulta importante capire a cosa servono questi soldi e in cosa finiscono. Le nostre bollette non sono mai esplicative in questo senso e, per questo motivo, risulta utile fare chiarezza.

Nella somma ci sono sia oneri generali che riguardano il sostegno alla cogenerazione e alle energie di tipo rinnovabile, sia altri oneri più generici.

Prima del Gennaio 2018, quando è stata introdotta la riforma sopra citata, quelli che erano gli oneri di sistema in bolletta rientravano in diverse voci, tra cui anche la cosiddetta componente A3 che era la più consistente tra tutti gli oneri di sistema e che comprendeva gli incentivi alle fonti rinnovabili.

La spesa per gli oneri di sistema e la bolletta

Non resta, quindi, che chiedersi quanto pesa questa voce sulla bolletta. Si deve quindi sottolineare che, dopo la delibera del 28 giugno 2017 481/2017/R/eel, qualcosa è cambiato.

Se si prende in esame una famiglia media che fa registrare un consumo annuo di circa 2700 kwh, si nota che la cosiddetta voce ASOS forma l’85% degli oneri di sistema. Di cosa si tratta? Della somma che viene impiegata per dare sostegno alle energie rinnovabili e alla cogenerazione.

Si deve altresì sottolineare che questa voce è pari a circa il 16% della somma totale della bolletta. Una voce importante, quindi, che pesa in maniera di certo non irrilevante.

A questo punto, si deve capire a chi vengono applicati suddetti costi. Nello specifico, è bene sapere che gli oneri di sistema si applicano ai clienti residenti in quota energia e ai non residenti sia in quota fissa che in quota energia. In questo ultimo caso si deve specificare che gli utenti senza residenza nella casa interessata dalla bolletta andranno a pagare una somma consistente di oneri di sistema in quella che viene definita quota fissa più una parte in quota variabile.

Dove trovare la voce oneri di sistema in bolletta

 Oggi come oggi le bollette sono diventate 2.0 e, nella prima pagina, contengono un grafico che specifica il totale della bolletta e la suddivisione nelle varie quote.

In questo modo, si capisce subito in che modo viene suddivisa la quota che si è chiamati a pagare. In più, esiste anche la sezione denominata Riepilogo dei Costi, nella quale ci sono tutte le voci.